Pensieri in Libertà di un Ottuagenario

di Nino Chiocchio

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#124 - 10/04/2024
Uno zaffiro riflesso nella volta celeste

Uno zaffiro riflesso nella volta celeste

A vederlo oggi dal limite della piazzetta antistante il “fonte alpestre” medioevale di Frattura Vecchia, frazione di Scanno (AQ), può apparire come un cuore, un gioiello di dimensioni notevoli o una sorgente scaturita sul pianoro alle falde del monte Genzana. A quel cuore si ispirarono tanti orafi e artigiani scannesi per le loro creazioni.
Allora, forse, il paese di Frattura non era facilmente raggiungibile: è stato scritto “paese”, ma in realtà erano ruderi, fino a quando nel 1938 furono ricostruiti a qualche centinaio di metri dalla faglia che aveva provocato lo scivolamento delle macerie delle case sbriciolate dal terremoto del 1915.
Tornando allo specchio d’acqua, la chiesetta che vi sorge sulla riva e che vediamo oggi non è la stessa che fu consacrata nel primo ‘700. Purtroppo il portico fu poi sacrificato nella seconda metà del 1800 per la necessità di fare spazio alla rotabile che conduce a Scanno. La piccola e modesta struttura subì qualche variazione alla fine degli anni ’30 del secolo scorso, ma ai tempi di Padre Bernardino restò, come forse ancora attualmente, eccettuato il periodo estivo, un’ideale isola di raccoglimento spirituale.
Tale manufatto era stato nei secoli, forse, anche nel significato estensivo di raggruppamento di esseri viventi: i prati offrivano uno spazio per una “posta” e i pastori transumanti da secoli si saranno fermati in quel luogo per far bere il bestiame reduce dal vicino tratturo Celano-Foggia. Bando alla leggenda [Vedi nota 1, in fondo al testo] del lumicino riflesso sull’immagine della Madonna, la quale avrebbe guidato il viandante nella bufera, il fatto concreto che il protagonismo spettasse alla pastorizia lo dimostra l’usanza per cui nei primi giorni di maggio quell’immagine viene portata alla chiesa parrocchiale della Madonna della Valle dove rimane per tutto il mese, mese dedicato alla Madre di Gesù: era il periodo in cui tornavano i pastori dallo svernamento sul Tavoliere e forse era l’omaggio degli Scannesi ai transumanti.
Il raccoglimento di Padre Bernardino aveva un altro significato, più completo. Riporto il seguente articolo scritto dalla sorella Clara e apparso su “La Foce” nell’anno 1949, a noi inviato dalla gentile professoressa Antonietta Mancini.

Nostalgia
Non è più nella sua spoglia mortale Colei che seduta al telaio ricamava mirabilmente, con le sete di tutte le tinte, un quadro.
La bianca benedettina dagli occhi penetranti, la madre maestra Maria Scolastica Buzzicone Carfagnini fissava, il paesaggio più bello che mente umana possa concepire, con l'ago e la seta.
Trasognata, miro ancora col ricordo sempre vivo il lago azzurro, la bianca chiesetta, i monti e il verde. E' tutto lì, in una cornice di legno di noce, mirabilmente lavorata a foglie d'edera.
Quale fortunata creatura serba nella sua casa il dono della mirabile e santa educatrice?
Scanno per me è racchiuso li nel più divino paesaggio. E' li nella chiesetta sul lago che calmo riposa tra le vette più superbamente belle dei nostro Abruzzo.
Ho visto tanti anni fa il paese che certamente è uno degli angoli più suggestivi della terra, ma per me la sua malia è legata al
ricordo della mia adolescenza, quando in qualità di educanda di S. Basilio Aquila, avevo visto sotto le mani sapienti dell'artista, formarsi l'azzurro smagliante del lago e del cielo e fra l'azzurrità del!'infinito una piccola bianca chiesetta e nell'interno la Madonnina sorridente felice.
Dall'India lontana, un fratello missionario annunzia il ritorno e nel cuore lo punge, Scanno, la nostalgia del tuo lago.
Trascrivo le sue parole: «Una scampagnata a Scanno, voglio dire al lago, dovremo certamente farla. La visione di quella chiesetta sul lago l'ho nello spirito come un sogno incantevole».
Ai piedi della Madonnina del tuo lago, o Scanno, vedrai un domenicano bianco e le preghiere che ora partono dalle rive dell'Indo immenso verso il trono celeste, s'innalzeranno al di sopra del tuo lago per chiedere all'Onnipotente pace e benessere per ogni creatura.
Chiocchio De Cola Clara
(Da "La Foce" Anno VI n.3; Scanno, 27 Marzo 1949)


Desidero, in conclusione, collegare a questo mio scritto un articolo di Antonietta Mancini, pubblicato sul Gazzettino della Valle del Sagittario online ieri, 9 Aprile 2024: La solennità dell’Annunciazione è stata celebrata a Scanno sui prati del Lago.

Note
[1] Il che non significa che voglia accantonarla, in quanto sono convinto che le leggende possano avere un fondo di verità.

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