Pensieri in Libertà di un Ottuagenario

di Nino Chiocchio

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#77 - 08/02/2022

Zanna Bianca

Jack London, nato negli Stati Uniti nel 1876, è l’Autore. Il teatro dell’opera sono le terre allora selvagge dell’estremo nord del continente americano (Canada-Alaska-Yukon) al tempo della febbre dell’oro (seconda metà dell’Ottocento). Chi contrasse questo virus estremamente contagioso? Qualche decennio prima un emigrante in cerca di fortuna (spinto, come molti, dal progresso dei trasporti e soprattutto dalle nuove forme dell’economia tesa all’industrializzazione) era stato incaricato di costruire un manufatto: scavò qualche pepita d’oro. Quando altri Europei intuirono il segreto che quello cercava di mantenere già dopo pochi anni dalla scoperta corsero nel Nuovo Mondo, particolarmente nel Nord affrontando un periglioso viaggio verso terre lontane e ostili, senza conoscere alcuna lingua, spesso neanche lo stesso loro idioma; insomma pericoli ed estremi disagi, anche la morte ma altrettanto spesso con grosse soddisfazioni: era questa la “legge del bastone e della zanna” (Klondike, California, Yukon, ecc.). Quindi il romanzo si svolge alla fine dell’Ottocento.
Bill ed Henri trasportano una slitta su cui è adagiato il cadavere di un collega morto e sono seguiti da un branco di lupi, capeggiati da un lupo femmina. Allorché arrivano i soccorsi le belve hanno già sbranato i cani, legati alla slitta, dopo una dura lotta in cui si è distinto il lupo più feroce, il quale poi si unisce con la lupa e da loro nasce un lupacchiotto di cui si impossessa un capo indio. Lo chiama Zanna Bianca e si accorge che è in parte cane e resistentissimo, al punto che riesce a far fronte ai cani del campo, i quali non lo conoscono. Quando poi il lupacchiotto cresce uccide il lupo più aggressivo e diventa il capo-branco anche della slitta; cresciuto, è venduto ad un cercatore d’oro. Questi lo allena alla lotte bastonandolo e lo rende più violento tanto che la bestia uccide tutti i cani del branco a cui appartiene; allora il cercatore-avventuriero prende un bulldog che riesce ad afferrare per il collo e sta per soffocare Zanna Bianca, ma il cane-lupo è salvato da un cercatore il quale poi lo compra. Essendo costui già ricco, pensa di usarlo come guardiano alla porta della sua abitazione: torna nella casa californiana e Zanna diviene cane da guardia. Ma il vecchio istinto consentirà sempre alla bestia di conservare la ferocia e successivamente ucciderà un criminale che si era intrufolato in casa. Quest’ultimo però, prima di soccombere, lo colpirà più volte con il suo revolver ferendolo gravemente; però Zanna Bianca è troppo forte per morire…

Il romanzo è stato tradotto in molte lingue e sceneggiato con diverse varianti, come del resto è avvenuto ed avviene in tutti i romanzi.
Ho cercato di fare un riassunto molto breve e forse in apparenza arido, ma il mio intento era quello di esortare i ragazzi a leggere l’opera molto dettagliata e ricca di avventure e di qualche notizia di carattere storico (es.: che significa la “febbre dell’oro”, quando e dove e come attirò tanti disperati), nonché per condividere con loro degli insegnamenti. Non so se l’Autore avesse lo scopo di educare, come De Amicis nel libro “Cuore”; qui possiamo trarre (pur nell’articolazione ininterrotta di avventure avvincenti) l’esortazione ad affrontare sempre le avversità, pure gravi, stringendo i denti.
Questo è il primo romanzo d’avventure incentrato sugli animali, sugli uomini che hanno a che fare con loro.

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