Parliamo di cose concrete!

di Andrea Iannamorelli

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#130 - 22/04/2024

Segnali positivi per il territorio
dall'avvio della XII Legislatura Regionale

Da quando avevamo perso il ricordo di tre consiglieri regionali (tutti insieme) della zona?
Ora ci sono, tutte donne, dichiarate dalla seduta inaugurale, due saranno insediate domani; parlo delle signore Scoccia, Rossi e La Porta. Chi eletta, chi subentrante, a colleghi “promossi” assessori, ma è lo stesso.
Per noi, anziani d’età e di “attenzione alle cose della politica”, il ricordo torna molto indietro, alle primissime legislature regionali (1970/’75/’80 con la presenza simultanea di Bolino, Ferri, Domenico Susi, Iafolla e poi Dino Ciaglia; quindi nelle legislature successive -1985 e 1990-: Pizzola, Evangelista, Biagi, Di Bartolo e La Civita; quindi, nel ’95, D’Andrea. Successivamente bisogna arrivare al 2014 per trovare le presenze singolari di Gerosolimo e, più oltre, la moglie Scoccia).

E bene ha fatto, a mio parere, Gianfranco Di Piero, Sindaco di Sulmona, a rivolgersi direttamente a loro, specificando le attese più urgenti che il territorio coltiva, in relazione ai tantissimi problemi che abbiamo. Rinviando ad un incontro pubblico le argomentazioni che comunque le consigliere regionali conoscono benissimo (avendo fatto e vinto la campagna elettorale. Ora c’è da augurarsi che Marsilio e la coalizione, dalle fibrillazioni della quale nasce questa articolata presenza “peligna” all’Emiciclo, reggano… perché sinceramente non ritengo che, tornando a votare, questi “miracoli” potrebbero ripetersi. Del resto, delle tre, Scoccia è stata “eletta” direttamente; Rossi e La Porta “subentrano” in presenza di scelte che riguardano la composizione della Giunta e le scelte di Marsilio. Cosa che avrebbe generato “sorprese” e mugugni).

“Il nostro territorio ha bisogno di un dialogo vero e concreto con la Regione – ha detto Di Piero – per questo, al di là del fatto che le elette siano di centrodestra, è importante affinché lavorino e si facciano carico delle priorità della Valle Peligna”.
La lista è lunga, ma le priorità sulle quali non si può tardare Di Piero ce l’ha ben presenti.
“La sanità, innanzitutto. – spiega – A maggio dovrebbero partire i lavori per l’abbattimento del vecchio ospedale e la realizzazione della Casa di comunità, c’è inoltre da seguire la rifunzionalizzazione dell’ala Bolino e accompagnare la costruzione della palazzina servizi. Più in generale c’è bisogno di rispondere alla medicina territoriale e all’abbattimento delle liste di attesa”.
“Dalla Regione, poi, mi aspetto un intervento deciso per i collegamenti su gomma e in particolare il ripristino di quelli da e verso Roma che sono stati falcidiati negli ultimi quattro anni”.
“E poi è ora di dare risposte a palazzo Portoghesi sede della biblioteca, chiuso da troppo tempo e convogliare investimenti sugli impianti Cogesa, che deve rinnovare l’autorizzazione AIA, perché si adottino tutte le misure necessarie per abbattere i miasmi della discarica”.


Come accennavamo, Di Piero formulerà un invito alle consigliere per un incontro da tenere a stretto giro e per “studiare insieme una strategia efficace” guardando soprattutto al futuro che i nostri territori si augurano (soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture). E il nostro pensiero torna alle infrastrutture (ferro e gomma), ora che anche Marsilio, proprio nel giorno dell’insediamento, ha sottolineato come le infrastrutture, insieme ad iniziative per l’occupazione siano strumenti fondamentali per tentare di drenare i rischi di spopolamento che tanto ci assillano, non soltanto qui, nelle zone interne, ma in tutto l’Abruzzo.
Ma noi ci permettiamo anche di suggerire che all’incontro il Sindaco di Sulmona inviti i colleghi Sindaci di tutto il più vasto comprensorio: dal Sangro alla Valle del Sagittario, alla Valle Peligna propriamente detta, alla Valle Subequana, estendendo l’invito al Sindaco di Avezzano, a quelli di Popoli Terme e Bussi, per la coincidenza di interessi sociali ed economici che in questo momento storico li accomunano. Più siamo, meglio stiamo, a rivendicare il diritto di “resilienza” e “ripresa” (come ci chiede l’Europa).

Bisogna raccogliersi e stare insieme, sui questi temi, per aiutare Marsilio ad avere il giusto piglio, anche nei confronti di alcuni Ministri del Governo in carica che a volte fanno finta di “non vedere” e “non sentire”; perché se il Centro Italia si riduce a zero, in fatto di presenze e di possibile forza lavoro utilizzabile, a pagare il conto salato del “ritardo” potrebbe essere tutto il Paese.
Qualche settimana fa il prof. De Rita ci ha ricordato queste cose (spingendoci ad inventarci “macro-regione” che insieme a noi metta anche Umbria, Marche, Lazio e Molise) e forse vale la pena di ingigantire l’eco di quei concetti. Le premesse potrebbero esserci.

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