Pensieri in Libertà di un Ottuagenario

di Nino Chiocchio

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#111 - 01/08/2023

Transumanza e Religione: Ercole, San Mercurio, San Magno.

La clava di Ercole ricorda la dannunziana “verga d’avellana” di colui che conosce il tremolar della marina. Ercole Curino con la sua clava: e qui entriamo particolarmente nel campo della transumanza dei primordi. E’ vero che la pastorizia forse è stata la prima attività dell’homo sapiens; ma non ci inoltriamo nella profondità del mito. Voglio solo suggerire che la chiesetta a Cocullo dedicata a San Mercurio e citata dal canonico Celidonio della nostra Diocesi (…) potrebbe essere stato un espediente simile a quello del vescovo di Arles [Vedi nota 1, in fondo al testo]. I primitivi avevano cercato protezione e avevano adorato le divinità pagane. Però Costantino e Teodosio non avevano risolto il problema della totale libertà dei cristiani, pur avendo riconosciuto la loro religione. Seguirono altri imperatori pagani che continuarono a perseguitare i Cristiani. Fino a quando, dopo le invasioni barbariche, scesero i Longobardi prima e i Normanni dopo, i quali interpretarono in modi a volte discutibili e a volte accettabili il nuovo Credo. Intanto qualche autorità ecclesiastica, seguendo i suggerimenti di Cassiano e di S. Agostino, sublimò [2] i “boschi sacri”.

Restando nel campo della transumanza, potrei ipotizzare un’alternativa partendo da quell’ufficiale romano che si chiamava Mercurio e che, riportata una grande vittoria sui Goti ed invitato dall’imperatore Decio a partecipare alla solenne cerimonia di ringraziamento agli dei, non obbedì e per questo fu interrogato dallo stesso imperatore il quale, avendo lui confessato una religione che non permetteva di osannare agli dei, lo fece inviare in Cappadocia dove fu torturato e decapitato. Le agiografie raccontano che le sue spoglie, trafugate da tre monaci, furono trasportate a Lucera e Benevento, esattamente ad Aeclanum; però Paolo Diacono afferma che quelle spoglie furono portate nella città di Sannia (S. Vincenzo al Volturno?). L’importante è che l’itinerario seguito in Italia dalle spoglie del martire ricalcano il futuro tratturo Celano-Foggia: questo si diramava in un tratturello per Lucera e poi, tornando indietro, nel Molise, nella zona dove sarebbero sorte le pertinenze dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Qui appare la figura di San Magno. Costui aveva percorso un tragitto analogo: pastore, pugliese di Trani, vicino a Lucera; a lui fu intitolata ugualmente una chiesetta, a Cocullo, preesistente al 1356 (v. visita pastorale del vescovo de Silanis della nostra Diocesi). Ora posso affermare che la catena Ercole-San Mercurio-San Magno in breve sia collegata dalle citazioni e dalle leggende legate allo sviluppo della transumanza.
Quindi Mercurio e Magno ricordano due chiese esistenti a Cocullo rispettivamente nel XII e XIV secolo; la chiesetta di San Magno è chiaramente indicata da un viottolo disegnato rozzamente in un antico schizzo [3], nella zona tuttora nominata come toponimo “Sant’ Manne”.
Quando, verso il Mille, la gente cominciò a cristianizzarsi, non riuscì a spogliarsi delle scorie e delle usanze pagane ritenendo che la nuova religione le potesse accogliere sic et simpliciter.
Concludo: al Casale sorgeva una chiesetta dedicata a San Mercurio, sotto l’anfiteatro di “Triane”, vicino alla odierna strada provinciale e sotto un semicerchio dal sapore pagano, accanto a cui è stata rinvenuta una stipe cioè un locale in cui i pagani conservavano oggetti e statuine idolatrici: tra questi mi risulta che sono state rinvenute statuette riproducenti Ercole Curino.

Note
[1] Ad Arles (Vienne, in Francia) c’era un laghetto oggetto di venerazione degli ex pagani cristianizzati. Il vescovo fece costruire una chiesetta sulle rive di quel lago e gli ex pagani andarono in processione alla chiesa.
[2] I primitivi chiesero protezione e venerarono gli elementi naturali (laghi, fiumi, boschi, ecc. ecc.). I teologi (come Cassiano, ecc.), anticipando molti Concili, ritennero che essi potessero conciliarsi con il messaggio cristiano purché non vi opponessero ostacoli.
[3] Pare che nel secolo scorso il viottolo finisse accanto ad un muretto rotto.

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