Pensieri in Libertà di un Ottuagenario

di Nino Chiocchio

| #88 ◄ | Articolo #89 | ► #90 | Elenco (90) |
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Condividi via eMail Condividi via WhatsApp
#89 - 03/05/2022

Grandi Speranze

L’autore di questo romanzo, l’inglese Charles Dickens, ebbe una fanciullezza ed una adolescenza sfortunatissime ma invece fortunate in gioventù. Perché? Ho già tracciato una breve biografia delle vicende attraversate dai singoli autori e, qui, delle avversità avute da lui nella prima gioventù, in occasione di qualcuno dei primi riassuntini, dedicati ai giovanissimi. Comunque riassumo in breve le traversie e le vicende della sua vita poiché i suoi lavori le riflettono.
Forgiato dai sacrifici sopportati in seguito al brusco disagio causato dal passaggio da una vita borghese ad una magra esistenza per l’arresto e per la conseguente cattività del padre ed infine per la morte della madre nonché per il lavoro molto stressante, a cui fu costretto per vivere già semiadolescente più di dieci ore al giorno, riuscì a cambiare completamente il suo tenore di vita cominciando, grazie alla formazione culturale acquisita nell’accademia, a fare il cronista parlamentare e, soprattutto, quello di inviato speciale in tante nazioni. Fece carriera nel giornalismo fino a divenire fondatore o co-fondatore di giornali quali il Daily News ed infine a divenirne proprietario. Ma, mentre si applicava al suo lavoro quotidiano, trovò anche il tempo di scrivere drammi e commedie nonché gustosi bozzetti che gli procurarono fama. Proprio su un giornale pubblicò le prime puntate di uno dei numerosi romanzi che ne accrebbero la celebrità in tutto il mondo, e per cui diverrà uno dei più grandi romanzieri. Fu autore quindi di romanzi divertenti e altri venati di un umorismo allegorico, ma generalmente la sua produzione di romanziere fu “amarognola”, permeata delle sofferenze patite negli anni infantili, patetica, commovente, riflessa nei suoi lavori, da lui riletti in tutti i continenti. Forse la commozione provata nella lettura gli causò un attacco di paralisi negli Stati Uniti: tornò in Inghilterra dove continuò le letture; però la sua salute era compromessa. Il medico lo pregò di non sostenere oneri intellettuali e la condizione dello scrittore migliorò; ma allorché, qualche anno dopo riprese un romanzo incompiuto, non poté portarlo a termine poiché cadde in seguito ad una emorragia cerebrale: era la fine, correva l’anno 1870.

Scusate se sono stato un po’ prolisso nel tracciare il riassunto della vita di Dickens, ma la lettura di questo libro ve ne spiegherà il motivo. Intanto avverto che l’Autore immagina la narrazione poter avvenire in due modi diversi:
1- Il protagonista ed Estella s’incontrano, ormai maturi, per via e lui, attratto sempre dalla bellezza e dalla mutata gentile compiacenza di lei, il cui carattere è molto mitigato dopo aver sposato un uomo che la maltrattava, stende un sospiro di sollievo sulla rinuncia alle sue aspirazioni quando riflette: “La sofferenza è stata più forte degli insegnamenti di miss Havisham e le ha dato un cuore per capire quali sono stati i miei reali sentimenti per lei.”
2- Forse sogna perché, mentre vede (Nota- stupendo paragone) una fitta nebbia serotina di vecchi ricordi d’infanzia, che si leva sui ruderi della casupola della vecchia benefattrice, i due ragazzi si prendono per mano e lui le dice:”Siamo amici e continueremo ad esserlo anche se saremo lontani.”

Ecco la trama del romanzo.
Philip è un orfanello convivente con la sorella, la quale è già grande e si è sposata. Perciò lei non può partecipare agli svaghi del bimbo, anzi la presenza del poverino le dà fastidio e preferisce picchiarlo, spesso con un bastone. Soltanto il cognato fabbro gli è amico, ma poiché la sorella continua a picchiarlo forse per questo viene affidato ad una strana e ricca benefattrice, miss Havisham, la quale, abbandonata dallo sposo, prima di entrare in chiesa e si ritira come una reclusa in una cadente e rustica casetta. Quando il bimbo entra nella nuova abitazione, è un misero orfanello il quale potrà fungere solo da domestico, ma che presto è preso in simpatia dalla signora. Lì egli conosce Estella, un’altra orfanella che la padrona ha educato insegnandole i comportamenti delle miss, per cui ora la bella bambina si sente superiore al protagonista e lo respinge allorché lui cerca di frequentarla. Un giorno, alla vigilia di Natale, Philip sta pregando sulle tombe di famiglia, al camposanto, e s’imbatte in un evaso (Magwith) il cui incontro lo terrorizza allorché gli impone di liberarlo dalle catene con cui gli avevano immobilizzato le mani in galera. Da costui più tardi, tornato ricco dall’Australia dove era stato deportato, poi di nuovo evaso, sotto falso nome, beneficerà anonimamente di un’ingente somma che gli permetterà di continuare gli studi e di specializzarsi.
Nuovi orizzonti e “Grandi speranze”: il tenore di vita cambia totalmente allorché il giovanetto va a Londra per completare gli studi e trovare una sistemazione. La qual cosa avviene e ciò gli permetterà di entrare nell’alta società; però non vi si sa adattare bene perché ha saputo che la vecchia fiamma è andata sposa (e ignora aver quella sposato il figlio dell’evaso Magwith! Ne viene a conoscenza solo molti anni dopo).
Il malfattore torna dall’Australia dove si è arricchito dopo l’evasione e, si reca in segreto a trovare l’ex orfanello il quale lo aveva aiutato a liberarsi delle catene di cui serba sempre un grato ricordo, senza pensare alla latitanza che lo espone a rischi. Philip resta impacciato perché, per ricambiare la cortesia, è costretto a trovargli un nascondiglio.
Nel frattempo, è morto Drumle (il figlio del deportato e marito brutale di Estella) e poi Magwith prima di salire sulla forca. Il giovane, dopo una breve esperienza egiziana, torna nel paese natio.
1- Finalmente sereno, va a trovare la signora che lo aveva preso orfanello e quella, nell’accendere il fuoco, inavvertitamente brucia il velo da sposa, che indossò sempre dal giorno del ripudio, e incendia la casetta; le terribili ustioni pongono termine alla vita della miss malgrado Philip la soccorra inutilmente.
2- Sperpera nella vita lussuosa della nobiltà, per quindi rientrare nel paese natio, e lì va sulle rovine della casetta della povera miss. Lì incontra Estella (in diverse versioni filmo grafiche l’incontro avviene diversamente), la quale è mutata in seguito alle percosse del defunto Drumle e ha capito che era stata cattiva e superba quando aveva respinto l’orfanello: i due si presero per mano.

| #88 ◄ | Articolo #89 | ► #90 | Elenco (90) |
Condividi il blog: Pensieri in Libertà di un Ottuagenario
Condividi su Facebook

Condividi su Twitter

Condividi via e-Mail

Condividi via WhatsApp