Pensieri in Libertà di un Ottuagenario

di Nino Chiocchio

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#86 - 12/04/2022

Il Piccolo Lord

E’ un’opera della scrittrice inglese Francis Burnett, data alle stampe alla fine del 1800 (e, come molti scritti corposi, uscita a puntate su un giornale, ma quasi subito dopo in volume) perché riscosse successo per le illustrazioni suggestive, riflesse sul libro emozionante, educativo, piacevolissimo e fine per la dolcezza di una madre, ricambiata dall’ingenuità del bimbo, dolcezza notata da una spiccata tendenza dell’Autrice per i simboli e per la spiritualità nonché per la di lei vocazione verso gli studi teologici approfonditi. Il libro è istruttivo pure per i grandi, considerate la tolleranza e la riconciliazione della nuora con il duro, giustamente odiato, conte; soprattutto perché insegna ad affrontare e reagire alle avversità e superare gli ostacoli della vita con calma, serenità e bontà con l’esortazione a mettere in luce i buoni sentimenti, ad avviare i piccoli sulla via giusta intrapresa dalle buone conoscenze (il droghiere e il lustrascarpe, ma pure i compagnucci) e lasciarli quindi liberi di giocare senza giocattoli troppo sofisticati onde far loro sviluppare ed esercitare l’inventiva e la fantasia; sforzarsi di non turbarli con le preoccupazioni che spesso assillano gli adulti, al pari della madre di Cedric, la quale lo tiene all’oscuro dell’accaduto e dell’odio che il conte covava per loro. Il romanzo, oltre che passare quasi immediatamente dalla stampa a puntate alla raccolta in un libro corredato di illustrazioni bellissime, è stato adattato alle pellicole cinematografiche e televisive.

Il piccolo Errol Cedric ha sette anni e vive con la madre perché il padre, figlio minore del conte, era morto prima che lo vedesse nascere, e lei, insieme con il bimbo, parte per New York in quanto il vecchio nobile non ha voluto riconoscere il matrimonio contratto dal figlio e neppure vuol saperne del nipotino. Costui però ignora quasi del tutto questo. Il conte aveva generato due figli: Bevis, che era il primogenito, e il padre di Cedric. Alla prematura ed improvvisa scomparsa dello zio del piccolo, questi eredita la contea ed il titolo di lord Fauntleroy. Allora pian piano il vecchio lord si convince che deve suo malgrado convocare il nipotino e sua madre facendoli tornare in Inghilterra accompagnati dall’avvocato Havisham; ma lo fa soltanto onde continuare attraverso il piccolo la sua stirpe e quindi impartirgli gli insegnamenti utili a formare un lord (si ricordi che Cedric era cresciuto in un quartiere popolare americano). Arrivati nei possedimenti di Dorincourt i due, la mamma lascia il figlio convincendolo a restare ma lei non se la sente di vivere con il vecchio burbero e cattivo, e va ad abitare in una villetta fuori della tenuta del suocero. Fa beneficenza con il vitalizio dovutole dal conte. Da parte sua il piccolo è molto contrariato, un po’ per il distacco dalla madre, un po’ perché si trova spaesato in un ambiente estraneo. Purtroppo, proprio quando la spontanea e sincera bontà infantile è riuscita a suscitare la tenerezza e poi l’affetto del nonno, si viene a sapere che Bevis (di cui l’imbrogliona Minna diceva di esser moglie), prima di morire, si era sposato ed aveva generato un figlio, il quale quindi avrebbe dovuto ereditare la contea. Questa volta il vecchio si addolora, tanto era l’amore con cui lo aveva attanagliato Cedric, ed incarica il suo avvocato di condurre ricerche scrupolose, che però infine portano alla veridicità della diceria, per cui il conte, sconsolato, dovrà staccarsi dal caro nipotino e dalla mamma, che è fine e intelligente. Dovrà chiamare la spudorata Minna (la quale, se fosse stata moglie del primogenito, avrebbe ereditato per il figlio) e vivere accanto a loro. Cedric fa sapere l’accaduto agli amici d’infanzia e che presto tornerà con loro, ma il lustrascarpe Dick, guardando attentamente una foto di Minna, si accorge che i lineamenti di questa non corrispondono a quelli della moglie di Bevis, sibbene a quelli della mamma di Cedric. Ora costui ritorna al castello e il padrone, contento, invita la madre dell’erede a vivere con loro anche per festeggiare, insieme alla sua famigliola, con tutti i parenti il prossimo compleanno (l’ottavo) di Cedric.

Il piccolo lord, non ancora adulto, si occuperà della gestione della grossa tenuta, in particolare trattando i contadini ivi stanziati con garbo, e non più con l’autoritarismo dei padroni nobili; per questo egli sarà molto benvoluto e i terreni diverranno più fertili perché Cedric ormai è amato da tutti.

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