Parliamo di cose concrete!

di Andrea Iannamorelli

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#81 - 28/03/2022

La ricchezza dei Parchi Letterari

“Sono parti di territori che illustrano l’evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura. Sono i luoghi stessi che comunicano le sensazioni che hanno ispirato tanti autori per le loro opere e, viceversa, molte delle più celebri opere letterarie e poetiche, ambientate in luoghi reali legati alla vita o alle vicende di un autore. Possono offrire un metodo di interpretazione dello spazio; consentono anzi di reinterpretare il territorio e di dare un significato ai luoghi in un equilibrato connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche, in cui l’esperienza del passato rivela una proposta per il futuro.”
Questo ho letto in uno dei tanti link consultabili sull’argomento. E sono felice che in questa prospettiva di trasformazione di un bene immateriale in attività produttiva, autorevolmente, ci siamo anche noi, con il nostro territorio e le nostre ricchezze: D’Annunzio (per Anversa), Silone (per Pescina), Croce (per Pescasseroli) e, da qualche giorno, Ovidio (per Sulmona); e non è poco, anzi!
Grazie alle felici intuizioni di Stanislao De Marsanich che dal 2002 ha raccolto e attualizzato le proposte provenienti da Johannesburg per un turismo sostenibile, una vasta fetta di territorio del nostro Abruzzo interno (al quale potrebbe quanto prima legittimamente aggregarsi Cocullo, con i “suoi” serpari), salvaguardia, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale (materiale e immateriale) della “nostra terra” potrebbero diventare volano di produttività e progettualità futura.
Questo debbono capirlo i giovani, che hanno idee ed energie da mettere in campo. La classe politica locale dirigente, fin qui, ha avuto il pregio di aver compreso che quest’opportunità andava raccolta.
La Paesaggio Culturale Italiano Srl è uno strumento gestionale nel quale i Parchi Letterari operano in cooperazione, per adattamento al territorio, nella valorizzazione della salvaguardia, protezione, qualità, autenticità delle esperienze del paesaggio vivente “offribile” al turista tutto l’anno (evidentemente con precisi programmi di accoglienza, visite guidate, eventi spettacolarizzati capaci di coinvolgere ed interessare realtà imprenditoriali specifiche dall'enogastronomia all'artigianato al variegato mondo dell’arte).
E’ chiaro che bisogna lavorarci, su progetti di questo tipo; bisogna integrarli, sul territorio, raccordarli e concordarli, tra le diverse realtà territoriali, per evitare le contrapposizioni (e quindi la esclusione o la selezione) delle offerte. Bisogna armonizzarle, le offerte. In una parola occorre “gestirle”, in un’ottica multidisciplinare di servizi e di occasioni che debbono poter essere fruite.
D’Annunzio, Silone, Croce, Ovidio non saranno più “monumenti culturali” isolati (amati da specialisti della letteratura ovvero della poesia, della storia, della filosofia, o anche della filosofia della storia) ma, nella Valle del Sagittario, nella Marsica, nella Valle Peligna, nelle aree protette del Parco Nazionale d’Abruzzo, nel Parco della Majella, nella Riserva naturale delle Fonti di Cavuto o delle Gole di San Venanzio ovvero a Montenerodomo, nel chietino, saranno vivi, protagonisti di richiamo di interessi e pubblico alla scoperta di luoghi antichi ancora pieni di fascino, accattivanti a 360°; natura e cultura in commistione che prevedono la partecipazione attiva delle popolazioni ad un processo di riappropriazione della propria identità.
Il parco letterario diventa così comprensione del territorio, testimonianza dell’evoluzione dell’interazione tra uomo e ambiente ed identificazione delle sensibilità locali, delle credenze, delle tradizioni culturali e produttive.
E poi, con il tempo, nasceranno i rapporti in rete, tra i territori del nostro Abruzzo (tra la Valle del Sagittario e Pescara) e tra la Valle Peligna e la Marsica, ovvero l’alto Lazio, alla riscoperta dei luoghi diversi nei quali gli illustri personaggi hanno operato, scritto e influenzato scelte storiche. Reti capaci di andare anche al di là dei confini territoriali regionali, perché notevole è la ricchezza del “Paesaggio culturale italiano Srl”.
Sulmona ha legato l’adesione al “Parco” all’inaugurazione di una sede (luogo fisico) per l’installazione di un museo che ospiterà il ricordo di Ovidio (era ora!). E l’Amministrazione municipale ha agganciato all’evento gli alunni del Liceo classico intestato al Poeta nonché la Dmc (Destination Managment Company) Terre d’Amore. E’ un’ottima notizia.
Si aspetta ora di conoscere strumenti operativi, progetti e programmi; possibilmente anche in collegamento con gli altri Parchi del territorio.

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