Parliamo di cose concrete!

di Andrea Iannamorelli

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#65 - 16/08/2021

In Autunno alle urne per eleggere i Sindaci

Scavalcato Ferragosto, muniti di green-pass che ci consente di fare quel che vogliamo, ora l’attenzione si riversa tutta sul 4 Settembre, data entro la quale dovranno essere formalizzate tutte le candidature alle amministrative della prima settimana di ottobre.
Diversi i Sindaci che saremo chiamati ad eleggere, tra questi, senza mancare di rispetto ad alcuno, certamente, nel nostro territorio, il Sindaco di Sulmona, spicca per rilevanza. Non soltanto perché si tratta di uno dei centri più popolosi, ma anche per il ruolo in prospettiva, che è assegnato, ancora una volta, alla città capoluogo del comprensorio (Valle peligna, Sagittario, Subequano, Alto Sangro e bassa val Pescara).
La “nostra” responsabilità, quella propria delle scelte degli elettori, è grossa.
Bisogna saper scegliere, con l’occhio tutto rivolto al futuro, alle prospettive e alle speranze legate alla fase di “ripresa” che dovrebbe caratterizzare l’era post-pandemia, legata al buon esito dei processi rigenerativi innescati dal Pnrr e dalla nuova fase della gestione dell’UE: il profilo del modello sociale ed economico che dovrebbe riguardare i prossimi decenni e la Next Generation EU.
Noi, gente dell’Abruzzo interno, siamo i più deboli, tra i cittadini del centro-Italia i quali pare che scontino il bisogno di recupero più significativo, atteso tra i connazionali del Nord e del Sud del Paese, isole comprese.
Siamo quelli che più degli altri necessitano di scelte politiche ed economiche capaci di farci recuperare infrastrutture e servizi carenti che negativamente incidono sull’andamento generale dell’economia nazionale, per l’oggi e per il futuro. Noi, quindi abbiamo bisogno di una classe politica dirigente all’altezza dei gravosi compiti attesi, non soltanto per recuperare competitività e ruolo, ma anche per innescare meccanismi virtuosi che generino occupazione e sviluppo (per noi e per gli altri, tutti i nostri connazionali).
E’ evidente che i prerequisiti indispensabili per essere un Sindaco all’altezza di questo compito stanno tutti nel possesso di competenze gestionali complesse, indispensabili per aggredire e risolvere le questioni aperte, non risolte, proprio in materia di infrastrutture e servizi. Ma non bastano.
Personalmente ritengo che se al possesso delle competenze personali non si colleghi un disegno politico, una visione d’indirizzo, una direzione di marcia definita e condivisa da quella che comunemente è la maggioranza che sostiene il Sindaco, anche la presenza delle competenze esperte personali sia inutile, meglio, inutilizzabile. E la missione fallisce.
Sinceramente non conosco il destino politico-elettorale dell’uscente Annamaria Casini (alla quale non hanno mai fatto difetto il possesso di alcune personali competenze specifiche), ma il travaglio della pseudo maggioranza che a fase alterna e con mille contraddizioni ha sostenuto la sua candidatura nella sindacatura che si è conclusa, personalmente ritengo che non sia un esempio da consigliare o da tenere a mente o da raccomandare ai Gerosolimo, Di Piero, Masci (e vedremo a quanti altri) che al momento si stanno ponendo come riferimento per la legittima conquista dello scranno più alto di Palazzo San Francesco.
Insomma non credo proprio che con il “civismo” (delle buone intenzioni) si possano costruire futuri complessi del tipo di quelli di cui abbiamo bisogno.
E l’elettorato è bene che metabolizzi quel che è passato in questi ultimi cinque anni. Non solo per i passaggi dalla maggioranza all’opposizione o viceversa dei consiglieri comunali eletti sulla base di una prospettiva di ruolo pacchianamente contraddetta e ritrattata; ma anche e soprattutto perché un’aggregazione “civica” per definizione nasce estemporaneamente su un interesse legittimo, ma minimale, mentre il Sindaco di Sulmona, nel contesto temporale che viviamo, deve essere un punto di forza e di riferimento stabile per un territorio vasto dal quale trae forza e che di per sé costituisce una forza propulsiva al rinnovamento, alla risoluzione dei problemi e, nel nostro caso specifico, alla riappropriazione di un ruolo che in Abruzzo da tempo non riusciamo più ad esprimere.
Liberamente, ciascuno ha le sue idee, più o meno consolidate e/o storicamente sedimentate. Per cui ciascuno avrà le sue intime e legittime convinzioni che lo spingono verso aree politiche che comodamente sintetizziamo in centrosinistra e/o centrodestra. E i tre concittadini di cui oggi sappiamo la disponibilità a spendersi per concorrere alle elezioni di Ottobre, rispetto a questa prospettiva di schieramento, non lasciano dubbi. Il problema è che loro e coloro che stanno nelle liste d’appoggio siano consapevoli che la direzione di marcia non sia vittima di trasformismi, equivoci e baratti; e che la maggioranza che li sostiene, lealmente, sia in grado di affrontare anche i momenti più difficili (che certamente ci saranno) di una navigazione procellosa, soprattutto nei confronti di altri momenti istituzionali di segno politico diverso, su questioni decisive e fondamentali.
Quando si usa dire “vinca il migliore”, in democrazia, legittimamente, ciascuno ritiene che “il migliore” sia colui che ha raccolto la sua preferenza; ma non lo dice.
Per Sulmona e per tutto il comprensorio territoriale, “vinca il migliore”, vinca, cioè chi può garantire una gestione caratterizzata dalla ricerca dei consensi più ampi e diffusi, non soltanto tra l’elettorato della città capoluogo, ma anche tra le istituzioni con le quali (lealmente, anche su posizioni politicamente diverse) bisogna rapportarsi, per governare ilo territorio nell’interesse di tutti.
Quanto ai contenuti, nel momento in cui, dopo il 4 settembre, saranno esplicitati da tutti i raggruppamenti che decideranno formalmente di “candidarsi”, da parte nostra non mancherà certamente, un contributo di consiglio, di critica, di apprezzamento o di dissenso. Come lealmente, anche quando siamo stati attori diretti di momenti come questi, abbiamo fatto e non da oggi.
Subito dico che io eletto Sindaco, per esempio, ripartirei dai contenuti e dallo spirito del progetto M.I.T.O. che ritengo sia uno degli strumenti (tardivo, forse, ma efficacissimo) dell’amministrazione Casini.
(Ne parleremo diffusamente). Buona campagna elettorale a tutti.

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