Parliamo di cose concrete!

di Andrea Iannamorelli

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#64 - 02/08/2021

E' credibile la proposta della Giunta Regionale sul riordino dell'assistenza sanitaria?

Dalle reazioni che si registrano (alcune associazioni di categoria di medici ospedalieri, qualche organizzazione sindacale, il PD, i 5Stelle, altre espressioni dell’opposizione in Consiglio regionale) si ha l’impressione che tutto debba essere un bluff. Intanto la proposta noi della Giunta la formalizziamo, se poi il Ministero dice che non è praticabile gli elettori staranno con noi e non con chi non ci autorizza a fare quel che la gente vuole…
Questa potrebbe sembrare la ragione del bluff. Ma sinceramente sembra eccessivo.
Che si faccia campagna elettorale (permanente), in Italia, non è certamente una cosa buona, anche se nota e da troppo tempo. Meglio lasciar perdere e non parlarne.
Tuttavia nel momento che viviamo, ancora bloccati da una pandemia che sembra non mollarci, con la prospettiva di utilizzare presto tutte le risorse del Pnrr, certo con ciascun raggruppamento politico a svolgere il ruolo che più gli è congeniale, è giusto che ci si faccia identificare, ma con tatto e discrezione!
Quindi sinceramente sembra eccessivo pensare che sia tutta campagna elettorale come qualcuno sostiene.
Piuttosto, perplessità sulla efficacia dell’operazione potrebbero nascere da altre ragioni. Ci provo ad elencarle.

Primo: perché il provvedimento, adottato dalla Giunta non è andato finora in commissione ovvero direttamente in Consiglio, ma pare che sia stato inviato direttamente al Ministero? E’ “violenza politica” come sostiene Americo Di Benedetto, ovvero cos’altro, se non una scelta gestionale di cose così delicate come la “reingegnerizzazione” della sanità regionale; un modo per evitare che si apra un dibattito che costringa gli organi competenti a votare (respingendo o accogliendo) proposte emendative che potrebbero snaturare una scelta di governo troppo importante (ma assolutamente di parte)?
Secondo: ha ragione il portavoce della Consulta clinica per il Dea di II° livello (Antonio Ciofani, che non è certamente l’ultimo arrivato in arrivato, in Abruzzo, in questa materia) a dire che il provvedimento non ha gambe per camminare se è vero che già cinque volte questo schema di organizzazione ospedaliera regionale è stato respinto dal Ministero e che la proposta è destinata ad essere bocciata per la sesta volta? (Sarebbe la logica del bluff!)
Terzo: chi sono i diciotto medici sulmonesi che, pur non avendo mai lavorato nell’Ospedale dell’Annunziata, il giorno stesso della diffusione della proposta hanno applaudito all’ipotesi della definizione del nosocomio peligno come H di primo livello, senza conoscerne (come al momento capita a tutti) i dettagli di organizzazione, di organico e di strumentazioni?
Quarto: obiettivamente il disegno è ambizioso; con questo si torna molto vicini ad un’organizzazione regionale che dal 2014/15 (i tempi del decreto Lorenzin, se non erro) si scoprì troppo onerosa ed insostenibile e ha generato gli odiosissimi “tagli” di organico, funzioni e strumentazioni.
Quinto: perché nel piano si va al dettaglio dei presidi ospedalieri e finora non si dice nulla di preciso (se non vaghi accenni) alla medicina del territorio? La fase pandemica che ancora in queste ore ci preoccupa (anche in vista di eventuali recrudescenze autunnali) ora deve farci trovare pronti ad un’adeguata resilienza. O non è vero che le risorse del Pnrr servono anche a questo?

Mi fermo qui. Non voglio aggiungere altro. E voglio credere che per ciascuna delle questioni sollevate ci siano risposte adeguate e convincenti. Io non faccio campagna elettorale, anche se andrò a votare in autunno per contribuire a far nascere un governo cittadino adeguato ai tempi che su intravedono.

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