Gli Usi Civici a Scanno e Frattura

di Roberto Nannarone

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#5 - 07/09/2018
Autore: Roberto Nannarone

Sistemazione e verifica del demanio civico.
I procedimenti amministrativi. Sistemazione e recupero delle terre, assegnazione a categoria e gestione.

Dopo aver esaminato brevemente la prima fase del procedimento amministrativo di sistemazione definitiva delle terre di uso civico o terre collettive, quella cd. conoscitiva della “verifica” (in Il GazzettinoOnline della Valle del Sagittario del 29 agosto 2018), analizziamo le altre due fasi di “sistemazione e recupero delle terre” e di “assegnazione a categoria e gestione”, previste dalla legge 16 giugno 1927, n. 1766 e dai regolamenti di attuazione.

Nella fase della “sistemazione e recupero delle terre” si inseriscono i subprocedimenti diretti alla sistemazione delle terre, quali la “legittimazione” delle occupazioni arbitrarie e la “reintegra”, cioè il recupero alla collettività delle terre utilizzabili per i fini di legge.

La “legittimazione” è sorta come istituto di carattere eccezionale limitato alle più modeste occupazioni di terre non raggruppabili in unità agrarie e non utilizzabili ai fini di legge, perché già trasformate con opere stabili di miglioramento e sviluppo agricolo.

Nel provvedimento di legittimazione è stabilito un canone di natura enfiteutica il cui capitale corrisponde al valore del fondo diminuito delle migliorie ed aumentato degli interessi: il canone può essere ridotto a favore degli occupatori che hanno titolo alla quotizzazione; è prevista l'affrancazione contestuale alla legittimazione o alla conciliazione. Se non è contestuale, l'affrancazione può aver luogo con delibera comunale. La legittimazione è concessa su proposta e di intesa con la regione, con atto che è soggetto all'approvazione del Capo dello Stato (art. 66, 7° comma, D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616).

Il regolamento approvato con Regio Decreto 26 febbraio 1928, n. 332 comprende fra le legittimazioni anche la trasformazione in enfiteusi perpetua delle concessioni di terra a miglioria sia anteriori al R.D.L. 22 maggio 1924, n. 751, e fatte in conformità a statuti, regolamenti o deliberazioni regolarmente approvate, che posteriori al 1924 anche se in base a statuti e regolamenti non più applicabili, sempre che siano accertate le migliorie e purché i concessionari siano tra i coltivatori diretti che avrebbero titolo alla quotizzazione. Anche questi provvedimenti sono soggetti all'approvazione del Capo dello Stato (art. 27 R.D. n. 332).

Il subprocedimento più significativo è quello della “reintegra”. Le terre civiche “arbitrariamente” occupate, quando non sussistono i requisiti per la legittimazione, devono essere reintegrate al Comune o frazione od associazione agraria e quindi restituite all'ente gestore. La reintegra può essere disposta «a qualunque epoca l'occupazione rimonti» con provvedimento amministrativo di competenza regionale (prima del D.P.R. n. 616/1977 era un atto del Commissario Regionale degli Usi Civici).

Con l'espressione «reintegra» in materia di usi civici si indicavano in passato anche i giudizi rivendicatori in quanto si riteneva che in essi l'antico possesso civico valesse titolo di demanialità. Nell'attuale ordinamento con il termine «reintegra» si intendono i provvedimenti amministrativi di rilascio emessi quando non vi è contestazione sull'appartenenza. Le ordinanze di reintegra sono atti amministrativi, ma di norma non sono ricorribili al giudice amministrativo se impugnati per motivi attinenti a diritti soggettivi.

L’ultima verifica demaniale del nostro Comune è il “Progetto di sistemazione e verificazione dei terreni demaniali del territorio comunale” redatto dal geom. Marcello Accili il 5 aprile 2007, approvato dalla Regione Abruzzo con Determinazione Dirigenziale n. DH7/417/Usi Civici del 28 aprile 2008, pubblicato il 5 maggio 2009 e ripubblicato in data 23 aprile 2010. L’iter di approvazione di tale progetto non risulta ancora definito e l’esame della documentazione ad esso allegata suggerisce una sua radicale “rivisitazione” prima dell’approvazione definitiva da parte della Regione Abruzzo.

Prima di analizzare questa verifica demaniale e quelle che l’hanno preceduta, evidenziandone gli aspetti contraddittori che ne compromettono l’attendibilità, ritengo utile sottolineare che al Progetto demaniale, oltre alla Relazione Tecnica illustrativa ed alla Documentazione storica rinvenuta nell’Archivio Comunale ed in quello Storico dell’Aquila, sono allegati i cd. Ruoli, cioè gli elenchi delle terre, distinte per destinazione: Ruolo demanio libero, Ruolo dei terreni già legittimati nel possesso della Frazione di Frattura, Ruolo dei terreni abusivamente occupati proposti per la legittimazione del possesso e Ruolo dei terreni abusivamente occupati proposti per la reintegra.

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